Convegno 22 maggio Roma: Digitalizzazione e BIM – Verso un cambiamento dei modelli e dei processi

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Report Convegno
A cura di Marco Capobianchi

Il 22 maggio a Roma, alla Casa dell’Architettura, si è tenuto il convegno annuale dal titolo “Digitalizzazione e BIM – Verso un cambiamento dei modelli e dei processi”. L’evento organizzato dall’Ordine degli Architetti di Roma e Provincia fa parte del programma formativo gratuito dedicato a questi temi e sviluppato con l’obiettivo primario di raccontare le innovazioni di tutta la filiera delle costruzioni, partendo dalla realtà del mercato attuale e rivolgendo lo sguardo agli sviluppi futuri.

Il programma formativo, strutturato secondo due tipologie di eventi formativi, convegni annuali e seminari di approfondimento, è stato sviluppato partendo dalla scomposizione del processo di digitalizzazione in 4 tematiche: Processi, Modelli, Operatività e Rapporti.
Ogni tematica verrà affrontata attraverso l’analisi di casi studio, metodi, strumenti e criticità, per una formazione basata sugli aspetti operativi e gestionali del processo.
Tutti gli eventi formativi proposti illustreranno una panoramica ampia di esempi di digitalizzazione, prendendo in considerazione l’edilizia, il restauro, il recupero, la pianificazione del territorio, in cui il BIM è solo uno degli strumenti disponibili. Inoltre, si proporranno molteplici punti di vista: del progettista, del committente pubblico e privato, dell’impresa, con approfondimenti normativi tecnici ed economici.

Il Seminario annuale del 22 maggio si è svolto nell’arco di un’intera giornata. La mattina, interventi “istituzionali” hanno fornito un quadro generale sulla digitalizzazione nel mercato italiano, mentre il pomeriggio la parola è passata ai professionisti con interventi specifici, esempi e casi studio.

In particolare, l’evento si è aperto con l’intervento dell’arch. Lorenzo Bellicini, direttore del CRESME (Centro ricerche economiche e sociali del mercato dell’edilizia), esperto di economia delle costruzioni e di trasformazioni urbane e territoriali. L’architetto Bellicini ha fornito, con una serie di dati e indicatori, un quadro generale molto chiaro della situazione del mercato delle costruzioni, in Italia e nel Mondo, pre e post crisi, chiudendo l’intervento con prospettive e scenari futuri. Il suo intervento ha evidenziando inoltre l’importanza della digitalizzazione nell’industria delle costruzioni. Il secondo intervento, è stato del Presidente dell’Oice, l’Ing. Gabriele Scicolone. L’OICE, associazione delle organizzazioni di architettura e ingegneria è aderente a Confindustria raggruppa 360 società di ingegneria e di architettura italiane. L’ing. Scicolone ha presentato il “Rapporto sulle gare BIM 2017 per le opere pubbliche”, un’analisi di 86 procedure di gara di opere pubbliche emesse nello scorso anno in Italia per servizi di ingegneria e architettura. Dal rapporto è emerso che le gare BIM coprono, al momento, una quota minima del complesso della domanda pubblica (solo l’1,4% in numero sul totale dei bandi per servizi di ingegneria e architettura S.I.A. e il 2,5% in valore), ma il 2017 è stato un anno di svolta, i bandi sono triplicati: si è passati infatti dalle 26 gare del 2016 alle 86 del 2017. Il terzo intervento dal titolo il “Processo di implementazione del BIM nella gestione del patrimonio edilizio della RAI”, è stato dell’ing. Gianluca Pulciani, responsabile lavori e iniziative speciali RAI e dall’ing. Ferrante. L’azienda pubblica della televisione italiana può vantare un patrimonio edilizio pari a circa un milione di metri quadrati. I due relatori hanno presentato un progetto di ricerca che riguarda lo sviluppo di una “Linea guida proprietaria” per l’implementazione del BIM nei processi gestionali del patrimonio edilizio. Iniziativa che attualmente sta facendo da apripista nel panorama italiano e che vede coinvolto il Dipartimento di Architettura e Ingegneria dell’Ambiente costruito del Politecnico di Milano. Il progetto ha come obiettivo la mappatura di tutti gli immobili di proprietà della RAI, attraverso la creazione di modelli Bim, verrà creato un database utile alla gestione e alla manutenzione degli edifici.
Il quarto intervento dal titolo “L’identità dell’architetto nell’era della digitalizzazione” è stato del prof. Angelo Ciribini, professore ordinario di produzione edilizia presso l’Università degli Studi di Brescia. Ciribini ha trattato il complesso rapporto tra la figura dell’architetto e i nuovi strumenti digitali. La digitalizzazione sta inoltre cambiando il processo di progettazione architettonica e la genesi della forma. Per gli architetti che utilizzano gli strumenti computazionali, la forma è “algoritmicamente generativa”, parte di un processo di interazione e strettamente correlata ai metodi e agli strumenti digitali. La mattinata si è chiusa con l’intervento dell’ing. Claudio Mirarchi, Phd del Politecnico di Milano, che ha parlato di un documento fondamentale nello sviluppo del processo digitale, il Capitolato Informativo. Questo documento ampiamente descritto nella UNI 11337, nella parte 6, esprime le esigenze, gli obiettivi e i requisiti informativi richiesti dal committente per l’implementazione e lo sviluppo dei modelli BIM nelle varie fasi del processo del processo edilizio.

La seconda parte del convegno, si è aperta con l’intervento del vicepresidente dell’IBIMI, Lorenzo Nissim, economista, che ha fornito la sua visione rispetto ai temi della digitalizzazione. Una visione che va interpretata all’interno del contesto di un Industria 4.0 e quindi di un cambiamento in generale dell’intero comparto industriale. Nissim ha spiegato che la digitalizzazione dell’industria è il risultato del sempre maggiore utilizzo di sistemi IT (Information Technology = Tecnologie Informative) in un momento storico e filosofico in cui di dati costituiscono il vero valore economico e in un contesto sociale di condivisione e sensibilità economica ed ambientale. Il secondo intervento del pomeriggio è stato di Fabrizio Aimar, architetto e autore. Aimar ha parlato delle nuove figure professionali coinvolte nell’utilizzo di questi nuovi strumenti digitali: BIM Manager, BIM Coordinator e BIM Specialist. In particolare, attraverso le pagine del suo libro “I professionisti del BIM”, ha raccontando le esperienze dirette di alcuni di questi professionisti che operano nei più grandi studi di architettura e ingegneria a livello mondiale. Aimar ha evidenziato come oltre a queste figure, sarà importante capire anche come il progettista “tradizionale” si interfacci con questa nuova realtà del BIM, e quali strumenti utilizzi per allinearsi a tale rivoluzione. Il terzo intervento, è stato di Matteo Gobbi, architetto e BIM Manager della società Ariatta Ingegneria dei Sistemi. L’intervento ha messo in luce come in un mondo in cambiamento come quello attuale, mutano anche i desideri di utenti e committenze, sempre più orientati verso un edificio vissuto e gestito in modo moderno e digitalizzato. L’Architetto è in una posizione privilegiata per avviare un dialogo su questi temi, proponendo soluzioni Smart Building per migliorare le esperienze legate all’edificio, migliorare l’efficienza d’uso, ed indirizzare le proprietà verso modalità di gestione digitali e pienamente integrate con tutti i sistemi installati. Il quarto intervento è stato di Maria Persichella, architetto e BIM Manager dello studio Mario Cucinella Architects. L’architetto ha esposto il progetto della nuova torre direzionale UNIPOL a Milano, in Porta Garibaldi. Nel suo intervento ha affrontato gli aspetti operativi di un progetto complesso gestito attraverso modelli digitali BIM. I modelli sviluppati per le 3 discipline, architettura, struttura e impianti sono stati coordinati durante tutta la fase del processo di progettazione e implementati grazie all’utilizzo di più software, utilizzati e adattati alla modellazione delle diverse parti e caratteristiche dell’edificio. Il quinto intervento è stato di Daniela Franzosi, architetto, partner e di Omar Bianchini, architetto e BIM Manager. Entrambi della società di project e construction management Mpartner. L’intervento, in due parti, è stato incentrato sull’importanza della gestione del contenuto informativo nei modelli digitali. In particolare attraverso una serie di esempi, come il progetto del campus Humanitas University (Milano), le residenze social housing di via Moneta (Milano) e la torre direzionale Gioia22 (Milano), si è evidenziato come la gestione dei dati ottimale (parametri e WBS) all’interno del database BIM è necessaria al fine di ottenere la programmazione lavori (4D), l’estrazione delle quantità per l’ottenimento dei costi (5D) e l’utilizzo del modello As built per fase manutentiva e gestionale (7D) dell’edificio. Il sesto intervento è stato di Riccardo Pagani, architetto e CEO dello studio di consulenza BIMON. Pagani, dopo aver raccontato l’esperienza e lo sviluppo del giovane studio romano in ambito BIM, ha spiegato, con alcuni esempi pratici, il flusso di lavoro di un progetto digitale a partire dal rilievo laser scanner e relativa nuvola di punti, fino alla gestione. Nella parte finale ha introdotto le tematiche IoT e dei sistemi di controllo, evidenziando le innovazioni e le opportunità di queste nuove tecnologie al servizio dell’edificio. Il settimo intervento è stato dello studio di architettura milanese AXD. La prima parte è stata dell’architetto Sara Lapointe, fondatrice dello studio, che ha raccontato come gli strumenti digitali e il BIM hanno radicalmente cambiato il loro modo di lavorare. L’utilizzo di queste nuove metodologie e tecnologie ha permesso allo studio di crescere nell’organico e nel fatturato, aprendo nuove possibilità di mercato e nuove commesse. La seconda parte dell’intervento è stata affidata a Alberto Peruzzotti, architetto e BIM Manager di AXD. Peruzzotti, nella sua presentazione, utilizzando immagini e riferimenti cinematografici, ha spiegato, in chiave metaforica, il lavoro complesso del BIM Manager e le criticità affrontate durante lo sviluppo di una commessa in BIM. Il convegno si è chiuso con l’intervento di Lapo Cozzuto, principal scientist a CFR Webgislab (Consorzio Futuro e Ricerca) e l’architetto Giulia Galli che hanno presentato il progetto ““GEOfeature workflow: digitalizzazione dei sottoservizi esistenti per la progettazione in ambiente BIM”. GEO.works è una piattaforma software collaborativa di riferimento per la progettazione, la manutenzione e la gestione delle reti di sottoservizi, con particolare riferimento all’ utility investigation e rediscovery. Il progetto, risultato vincitore al Bim&Digital Award 2017 è un esempio di integrazione BIM/GIS per la pianificazione del territorio che consente ai professionisti del settore di utilizzare un unico strumento per il rilievo, le verifiche progettuali e la tracciatura delle utility nelle città.

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